Una canzone per Bobby Long

Vidi questo film da adolescente, nel periodo in cui mio fratello maggiore e nostro cugino passavano ogni lunedì sera con una pizza a domicilio e una videocassetta noleggiata. All’epoca vivevo ancora in convitto a Spoleto, pertanto quando tornavo a Cagliari in vacanza avevo ben poco da fare, ben poco da divertirmi. Le amicizie erano tutte lontane, ogni compagno, ogni amica, ogni fidanzata era a casa propria, e io passavo le vacanze a casa di mio fratello e di sua moglie. Ogni giorno trascorrevo il tempo in balia della lunga attesa del pranzo o della cena, seduto davanti alla televisione. Non vorrei sbagliarmi, ma quell’Estate, su un canale di terza o… Read More

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Il panino al sale

Una volta, a sette anni, in frigo non c’ era nulla e avevo voglia di mangiare qualcosa. Capitava spesso che le dispense fossero vuote: eravamo quattro fratelli maschi, tutti golosi. Aprii lo stipetto e trovai una rosetta. La tagliai al centro e la riempii di sale. Poi andai giù, dove il mio fratello maggiore guardava la TV. Vide il panino e mi chiamò a sé. Me lo prese dalle mani, lo morse e cominciò a masticare. Rallentò quasi subito, deluso, evidentemente, dal sapore. Me lo restituì. Ecco dove avevo giá visto l’ espressione di Bruno Barbieri quando a Masterchef assaggia un piatto che fa schifo.     Racconti di un… Read More

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Il nano di Twin Peaks

Per Natale ho ricevuto in dono l’ intera serie del mitico David Lynch. E’ suddivisa in tre volumi, nel primo è raffigurata l’ immagine dell’ agente Cooper, nel secondo quella di Laura Palmer e nel terzo il volto del nano. Non li ho ancora fatti girare sul mio lettore, forse non sono pronto. Li guardai qualche anno fa, a ventisei anni, esclusivamente di giorno. Ricordo che quando fu trasmessa in prima visione TV nel 1991, mia madre mi proibì di vederla insieme ai miei fratelli più grandi. Probabilmente, anche se non la seguiva, in pochi minuti di visione, prima di cambiare stanza e lasciare i ragazzi da soli dinanzi alla… Read More

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Via is Maglias

  Via is Maglias. Per noi che abbiamo una stazza generosa, che sotto il giubbotto sudiamo anche d’ inverno nonostante la condensa ci si ghiacci in fronte, questo Maggio è un tenero vivere. Una brezza frizzante e allegra rinfresca le nostre passeggiate, e Cagliari non è la solita città di mare che si infuoca non appena il sole si affaccia sui tetti per più di una settimana. Infatti in lontananza, dietro i palazzi, scorgo delle nuvole nere, dalla forma morbida e irregolare, come delle barbe di uomini adulti che si curano poco. Il cielo sopra di me però resta limpido, così limpido che mi sembra di specchiarmici, e vedo la… Read More

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Amatrice

A diciassette anni facevo il cameriere in un hotel a Monteluco, una località montuosa nei pressi di Spoleto. Era l’Estate 2001, e mentre al bar preparavo le colazioni da portare in sala agli ospiti, la tv trasmetteva le immagini del G8 di Genova. Ero un adolescente con l’illusione che un impiego stagionale mi avrebbe garantito i soldi per una stagione di divertimenti e bagordi. Ma il lavoro, constatai, era un’altra cosa. Ricordo che mentre aspettavo che i vacanzieri scendessero per ordinare i cappuccini e le brioches leggevo un libro, che lasciai a metà, ma conto di finirlo, prima o poi. I Furiosi della Domenica, di Bill Buford. Un racconto-analisi sull’… Read More

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Terremoto.

Una volta Attilio, di Norcia, mentre giocavamo a picchiarci, mi diede un pugno sulla nuca così forte che vidi tutto tappezzato di nero e rigato di bianco, come un cielo notturno in balia dei fulmini. Una volta Gigi e Andrea, gemelli, mi hanno raccolto da terra per cercare di salvarmi dalla polizia che stava arrivando per identificarmi, visto che ero steso a terra, sbronzo. Loro lo erano molto meno, ma ero troppo pesante, quindi arrivò l’ ambulanza -grazie al cielo prima dei poliziotti- e mi portò in ospedale, dove mi svegliò il giorno dopo un anziano signore perché ero desiderato al telefono. Era la mamma dei gemelli che voleva sapere… Read More

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Racconti di un fifone solitario. Aereo.

Ricordi di un fifone solitario. Quando stai facendo il check-in prima di salire in aereo, osservi tutte quelle formalità espletate con fare ufficiale e solenne. Tu che hai accettato di volare solo per poterti trovare in un’ altra città dopo un’ ora, percorrerne le strade con una birra in mano, dire quello che ti passa per la testa e fare domande ai compagni che più che interrogative sono iperboliche, fatichi a non fantasticare un poco su tutto. Sulla tua morte ad esempio. Vedi il portellone dell’ aereo che una volta atterrati si apre, e invece della tua persona scarica la tua bara. Senza un motivo ben preciso, ma a destinazione… Read More

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Spoleto e Hogwarts.

Ho letto tanti anni fa Harry Potter. Ogni sabato, da qualche settimana a questa parte, guardo i film che trasmettono alla tv. Non li ho mai amati, sono sempre e troppo stato affezionato ai libri. Oggi invece mi piacciono, e mi piacciono tanto. Credo di aver sognato il mio ultimo giorno in convitto almeno mille volte. Ogni volta é sempre lo stesso tormento: la paura di andare via, di perdere le amicizie, le abitudini, la magia del paesaggio che sovrastavo ogni volta che volevo, bastava affacciarmi alla finestra. Per chi non lo sapesse, sono cresciuto a Spoleto, in un convitto. Da Settembre a Giugno, una sorta di castello abbarbicato sull’… Read More

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7 Novembre, Buon compleanno Rombo di Tuono.

  L’ unico nonno che ho conosciuto -nonna Peppina morì quando ero molto piccolo- si chiamava Antonio, era di Bonorva, fumava Nazionali e amava stare al bar a Nuoro. A ottantacinque anni lo portammo con noi a Cagliari, ma questo cambiamento gli fu fatale, morì poco dopo. Tra le tante cose che ricordo di lui, una oggi calza a pennello: quando vedeva il nostro Rombo di Tuono in tv, anche quando la sua carriera era finita da parecchio, esclamava “mi’, l’ Eroe dei Due Mondi” (guarda, l’ Eroe dei Due Mondi). C’ è solo UN Gigi Riva. Buon compleanno. Racconti di un ottico solitario diRiccardo Balloi è distribuito con Licenza… Read More

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Mi chiamo Roberta.

Mi chiamo Roberta, ho ventotto anni e non ho finito le scuole. In realtà le ho sempre finite, ma senza mai ottenere la promozione. Giugno arrivava , l’ istituto chiudeva e io iniziavo le vacanze, poi l’ anno seguente riprendevo dal punto di partenza. Credo di essere arrivata alla seconda superiore, o alla terza al massimo. L’ unica disciplina in cui eccellevo erano i temi. Solo quelli a piacere, si intende. Non prendevo mai la sufficienza, ma me la cavavo comunque. La professoressa mi metteva sempre quattro: – Dovrei metterti zero perché il tema era sui Poeti Maledetti Parigini e tu hai scritto un racconto su unicorni alati e maghi… Read More

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