Non sarai mai solo

Non so quale partita fosse, ricordo solo che io, che avevo l’ abbonamento, l’ascoltai alla radio, perché essendo in notturna non potevo andare allo stadio, dal momento che il giorno dopo avevo la scuola. Non parlerò di calcio, non parlerò della passione che spinge queste persone a fare quello che fanno, non parlerò del tifo e dei cori. Parlerò di un fatto sostanziale, che in questo striscione è espresso in tutta la sua potenza. L’unica parola che io vorrò sentire, quando sarò in punto di morte, o in un mare immenso di guai, è questa : “non sarai mai solo”. I tifosi, tra un coro, un vaffanculo e una scazzottata,… Read More

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Il Vento contro

Questo era lo slogan di un’edizione del “Marina Cafè Noir – Festival di letterature applicate” di qualche anno fa. Un festival dedicato al genere Noir, che si svolge nei quartieri storici della città di Cagliari, tra cui La Marina. Mi comprai la maglietta perché restai affascinato dalla forza del messaggio, abbinato a questa immagine. V’è racchiuso un mondo intero, v’è racchiusa un’attitudine. Attitudine, una parola il cui gusto ho potuto scoprire per mezzo dell’amico Giacomo, in occasione di una sua riflessione sui Clash e sul movimento Punk. Giacomo è anche uno degli organizzatori del festival, nonché della magnifica opera riprodotta sulla mia maglietta preferita.   Racconti di un ottico solitario… Read More

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Mario.

Per anni e anni ho pensato di non avere un sogno vero da realizzare. A parte quello di trovare un lavoro stabile, di poter pagare una casa e una cena al ristorante, ogni tanto. Parlo di sogni come diventare uno sportivo di successo o un professionista di qualcosa. Da un po’ di tempo a questa parte, invece, di sogni ne ho due. Uno, chi si sofferma a pensarci, lo immaginerà. L’altro è avere, un giorno, un Sanbernardo. Il Sanbernardo è un cane che non vedevo da anni, e cucciolo lo ho visto solo una volta, e ricordo perfettamente la scena, nonostante siano passati tredici anni. Ma non sto qui a… Read More

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Il guardiano del Faro Crispi. -Esercizio da 180 parole-

Un’amica, tempo fa, mi sottopose questo esercizio. Una traccia con un personaggio in un’ ambientazione precisa e un limite di 180 caratteri. Ecco la traccia: Il guardiano del faro Crispi, situato sul Capo Guardafui in Somalia; Centottanta caratteri. Chiunque volesse scrivere il proprio racconto, potrà farlo nei commenti. Intanto pubblico il mio:   “Il guardiano del faro Crispi  guardava dinanzi a sé, poco lontano la nebbia nascondeva il “falso Capo Guardafui”. Quello fu l’istante in cui i ricordi, che fino ad allora si dissolvevano perdendosi verso il Grande Blu, cominciarono a sbattere sulla coltre grigia, per poi riaffiorare: una moglie bionda e pettoruta, un figlio urlante, una villa di lusso sulle… Read More

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La casa sull’albero

1993. A Costa di Sopra, per alcuni giorni i ragazzi più grandi si erano messi in testa di costruire una casa sull’ albero. L’ idea nacque per caso in un pomeriggio di bighellonate collettive, stranamente non c’era la voglia di imbastire una partita di calcio in strada, o forse, più semplicemente, nessuno aveva un pallone. Io e i miei amici più stretti eravamo bambini, gli adolescenti invece, tra cui anche i miei due fratelli, formavano una comitiva a parte, più grande. Eravamo tutti maschi. A parte l’età, un tratto sostanziale ci diversificava: mentre nel loro gruppo c’erano abitanti di tutte le vie della lottizzazione, nel nostro eravamo tutti di via Marghine.… Read More

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Noia.

Ringrazio madre natura che ha dotato l’uomo di una sensazione utile come la noia. In altri casi, beninteso, la definirei al contrario che utile, ma non stasera: ero annoiato, e mi sono detto “siamo nel 2017 e c’è internet, guardiamoci qualche puntata di Willy il Coyote”. E la giornata finisce alla grande.     Racconti di un ottico solitario diRiccardo Balloi è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.Based on a work at http://otticosolitario.it/.

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Costa di Sopra. Incipit

1983, Costa di Sopra. Si erano trasferiti laggiù intorno al 1978, l’azienda di papà andava bene, e il mutuo chiesto per riscattarla dai vecchi soci era quasi estinto. Si trovava in una lottizzazione elegante e silenziosa in una periferia non troppo lontana. Un paio d’anni e la baracca sarebbe stata loro. Mezzora di macchina lungo la spiaggia e si era arrivati a Cagliari. Matteo Angioy giocava col pallone di Natale. Al buon Gesù Bambino ne aveva chiesto uno uguale a quelli che usava Zico ai mondiali, il Tango. Correva dietro quella boccia come un forsennato. Un tocco di interno e uno di esterno, poi passaggio al compagno di nome Muro,… Read More

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Segnali.

Via medaglie d’ oro. In mezzo alle case popolari della zona di via dei Giudicati. Di là il parco del Mandorleto, di qua il parco della Musica. Con questo segnale cosa vorrà dirmi l’ antica divinità protettrice degli ottici? Racconti di un ottico solitario diRiccardo Balloi è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.Based on a work at http://otticosolitario.it/.

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Pane, salsiccia e cipolle.

Dicono che i piaceri primordiali al giorno d’oggi siano fuori dalle aspirazioni quotidiane dell’ uomo. Fare l’ amore, farlo tanto, mangiare, bere e dormire. No, non è più così importante. Poi ogni tanto ti fermi a pensare. Una donna dagli occhi incavati e sguardo diretto. Umile e decisa. Denti rovinati dalla nicotina e dall’alcool. Una maglietta bianca con le maniche tirate fin sopra la spalla, un elastico in caucciù per sorreggere una coda di cavallo e due orecchini di perla. Non risparmia nulla, spende i suoi soldi la notte dopo il lavoro e li riguadagna il giorno dopo, per spenderli nuovamente. La guardi mentre lavora, lassù all’interno di quel chiosco stretto… Read More

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Feiez

Feiez, polistrumentista degli Elio e le storie tese, era morto da pochi anni. Il primo esame orale all’ università lo sostenni il 26 Gennaio 2003, antropologia culturale. Voto ventisei. Come troppo spesso capitava, la disciplina era servita su un piatto misto, ne veniva esposta un’ infarinatura per grandi linee e l’ argomento non era mai approfondito. Il mio corso era uno dei tanti che erano stati sfornati dalla neonata riforma Moratti: piano di studi interfacoltà, una marea di piccoli esami da sostenere e molta, troppa fretta di sostenerli. Le correnti di pensiero e gli studiosi di cui appresi l’ esistenza erano molteplici, ma un autore ricordo meglio degli altri. Non… Read More

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