Dicono che i piaceri primordiali al giorno d’oggi siano fuori dalle aspirazioni quotidiane dell’ uomo. Fare l’ amore, farlo tanto, mangiare, bere e dormire. No, non è più così importante.
Poi ogni tanto ti fermi a pensare. Una donna dagli occhi incavati e sguardo diretto. Umile e decisa. Denti rovinati dalla nicotina e dall’alcool. Una maglietta bianca con le maniche tirate fin sopra la spalla, un elastico in caucciù per sorreggere una coda di cavallo e due orecchini di perla. Non risparmia nulla, spende i suoi soldi la notte dopo il lavoro e li riguadagna il giorno dopo, per spenderli nuovamente. La guardi mentre lavora, lassù all’interno di quel chiosco stretto e fumoso. Non le importa come presenta quel che ti serve, quel che ti da. Non le importa. Sia esso un amplesso, uno sguardo o del cibo.

Con le unghie svuota lo sfilatino dalla mollica , lo condisce con carni unte e salse malsane, qualche patata fritta. Non bada alla forma, pensa solo al desiderio, al senso del gusto e della soddisfazione.
Un panino dal caddozzone è un piacere antico, una concessione astrale che fa da parentesi a tutto il grasso, marcio e pesante tempo che si trascorre in questo mondo. E io lo amo il mondo, il cui nocciolo è un rutto rancido dopo un minuto di piacere, perché uomini lo siamo solo quando torniamo animali.
Photo presa da “Notizie Cristiane“.

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Racconti di un ottico solitario diRiccardo Balloi è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.
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