Da cosa nasce Cosa.

– Ci sono quattro cose che muovono ogni azione che io faccio, ho fatto e farò, ma me ne ricordo solo una. – Ma lo sai che non vedevo l’ora che me lo dicessi? Il moro ripose la rivista che stava sfogliando, aveva provocato uno strappo di tre centimetri nella pagina che stava consultando. Quando il biondo principiava a parlare, appesantiva sempre la prima vocale, e questo, sovente, faceva sprammare il suo amico di tutti i giorni. Con la loro Panda rossa si erano diretti al molo del porto canale. Il biondo si spaventava sempre, perché aveva paura che, percorrendo la lingua di cemento che tagliava le acque per arrivare… Read More

Continue Reading

Deformazione professionale.

Tempo fa acquistai un campo alla periferia di Cagliari. Il lotto era di quattro ettari, il vecchio proprietario lo aveva diviso a metà, una parte la vendette a me ed una a un salumiere che per quarant’anni aveva gestito una bottega in centro città. Era famoso: il prosciutto che aveva era dolce e morbido, ed era secondo soltanto alla sua mortadella, una prelibatezza da perderci la testa e la linea. Abbiamo comprato due ettari di terreno a testa. Io, prima o poi, ci pianterò qualcosa, dopo anni non ho ancora deciso. Il salumiere invece voleva imbastire un piccolo allevamento di suini. Le recinzioni non erano mai state costruite, ma per… Read More

Continue Reading

Roberto

Roberto Spoleto ospita e ha ospitato, oltre al Papa nel Medioevo, oltre a Graziano Mesina nel carcere della Rocca Albornoziana (da cui riuscì ad evadere), oltre al Festival dei Due Mondi, oltre a una serie di scrittori e poeti che hanno lasciato la loro traccia qua e là in giro per la città, anche qualche decina di migliaia di ragazzi, nel convitto di Piazza Campello. Arrivai in convitto nel 1993, entravo in quinta elementare, con me c’erano mio fratello Maurizio e mia madre. Per quanto giovane mi potesse sembrare, lei ci lasciò lì e non restò, non divenne convittrice come noi. Appena arrivati al piano del settore maschile, davanti alla… Read More

Continue Reading

Non sarai mai solo

Non so quale partita fosse, ricordo solo che io, che avevo l’ abbonamento, l’ascoltai alla radio, perché essendo in notturna non potevo andare allo stadio, dal momento che il giorno dopo avevo la scuola. Non parlerò di calcio, non parlerò della passione che spinge queste persone a fare quello che fanno, non parlerò del tifo e dei cori. Parlerò di un fatto sostanziale, che in questo striscione è espresso in tutta la sua potenza. L’unica parola che io vorrò sentire, quando sarò in punto di morte, o in un mare immenso di guai, è questa : “non sarai mai solo”. I tifosi, tra un coro, un vaffanculo e una scazzottata,… Read More

Continue Reading

Il Vento contro

Questo era lo slogan di un’edizione del “Marina Cafè Noir – Festival di letterature applicate” di qualche anno fa. Un festival dedicato al genere Noir, che si svolge nei quartieri storici della città di Cagliari, tra cui La Marina. Mi comprai la maglietta perché restai affascinato dalla forza del messaggio, abbinato a questa immagine. V’è racchiuso un mondo intero, v’è racchiusa un’attitudine. Attitudine, una parola il cui gusto ho potuto scoprire per mezzo dell’amico Giacomo, in occasione di una sua riflessione sui Clash e sul movimento Punk. Giacomo è anche uno degli organizzatori del festival, nonché della magnifica opera riprodotta sulla mia maglietta preferita.   Racconti di un ottico solitario… Read More

Continue Reading

La casa sull’albero

1993. A Costa di Sopra, per alcuni giorni i ragazzi più grandi si erano messi in testa di costruire una casa sull’ albero. L’ idea nacque per caso in un pomeriggio di bighellonate collettive, stranamente non c’era la voglia di imbastire una partita di calcio in strada, o forse, più semplicemente, nessuno aveva un pallone. Io e i miei amici più stretti eravamo bambini, gli adolescenti invece, tra cui anche i miei due fratelli, formavano una comitiva a parte, più grande. Eravamo tutti maschi. A parte l’età, un tratto sostanziale ci diversificava: mentre nel loro gruppo c’erano abitanti di tutte le vie della lottizzazione, nel nostro eravamo tutti di via Marghine.… Read More

Continue Reading

Segnali.

Via medaglie d’ oro. In mezzo alle case popolari della zona di via dei Giudicati. Di là il parco del Mandorleto, di qua il parco della Musica. Con questo segnale cosa vorrà dirmi l’ antica divinità protettrice degli ottici? Racconti di un ottico solitario diRiccardo Balloi è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.Based on a work at http://otticosolitario.it/.

Continue Reading

Una canzone per Bobby Long

Vidi questo film da adolescente, nel periodo in cui mio fratello maggiore e nostro cugino passavano ogni lunedì sera con una pizza a domicilio e una videocassetta noleggiata. All’epoca vivevo ancora in convitto a Spoleto, pertanto quando tornavo a Cagliari in vacanza avevo ben poco da fare, ben poco da divertirmi. Le amicizie erano tutte lontane, ogni compagno, ogni amica, ogni fidanzata era a casa propria, e io passavo le vacanze a casa di mio fratello e di sua moglie. Ogni giorno trascorrevo il tempo in balia della lunga attesa del pranzo o della cena, seduto davanti alla televisione. Non vorrei sbagliarmi, ma quell’Estate, su un canale di terza o… Read More

Continue Reading

Il panino al sale

Una volta, a sette anni, in frigo non c’ era nulla e avevo voglia di mangiare qualcosa. Capitava spesso che le dispense fossero vuote: eravamo quattro fratelli maschi, tutti golosi. Aprii lo stipetto e trovai una rosetta. La tagliai al centro e la riempii di sale. Poi andai giù, dove il mio fratello maggiore guardava la TV. Vide il panino e mi chiamò a sé. Me lo prese dalle mani, lo morse e cominciò a masticare. Rallentò quasi subito, deluso, evidentemente, dal sapore. Me lo restituì. Ecco dove avevo giá visto l’ espressione di Bruno Barbieri quando a Masterchef assaggia un piatto che fa schifo.     Racconti di un… Read More

Continue Reading

Via is Maglias

  Via is Maglias. Per noi che abbiamo una stazza generosa, che sotto il giubbotto sudiamo anche d’ inverno nonostante la condensa ci si ghiacci in fronte, questo Maggio è un tenero vivere. Una brezza frizzante e allegra rinfresca le nostre passeggiate, e Cagliari non è la solita città di mare che si infuoca non appena il sole si affaccia sui tetti per più di una settimana. Infatti in lontananza, dietro i palazzi, scorgo delle nuvole nere, dalla forma morbida e irregolare, come delle barbe di uomini adulti che si curano poco. Il cielo sopra di me però resta limpido, così limpido che mi sembra di specchiarmici, e vedo la… Read More

Continue Reading