G. d. A.

Han provato a rovinarmi Con quintal di rena nera La città da quasi un’era Può soltanto ricordarmi Fui teatro di bevute Dei falò, d’infranti cuori Oggi dicon “ses a frori” Ma sol chi t’ama ti discute A un grande dover io adempio Porto favor a chi è in tresca A chi un po’ d’amore pesca E di Astarte sono il Tempio Di far folla giammai smetto Del demonio fui la sella Questa Cagliari è più bella ‘che s’affaccia sul Poetto Racconti di un ottico solitario diRiccardo Balloi è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.Based on a work athttp://www.otticosolitario.it/.

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Il Poetto a Sassari

Per quanto chiunque conosca me e i miei fratelli possa avere notato la nostra fierezza nell’evidenziare ogni giorno le nostre origini cagliaritane, forse non tutti sanno che per metà siamo sassaresi. Mia madre era di Bonorva, e con la sua famiglia si trasferì a Cagliari nell’immediato dopoguerra. Ricostruendo i ricordi dei suoi racconti, non credo che lei abbia vissuto a Bonorva più di una manciata d’anni, ma nonostante questo, anche se il suo accento era del Capo di Sotto, lei parlava sempre la sua lingua logudorese. Quando in casa venivano a trovarci le sue sorelle, per noi era una festa. Eravamo bambini, e vedere quelle signore che gesticolavano ed urlavano… Read More

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