Adidas Teamgeist

Adidas Teamgeist, nelle tre versioni più famose ed utilizzate: la grey e la gold, del Mondiale di Germania 2006, e la rossa, usata in tutte le massime competizioni professionistiche. Tre palloni di rilievo mondiale. La termosaldatura non me li fa adorare (prediligo le cuciture), ma rimangono comunque affascinanti.

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Il sonno

… E d’estate dormi maleTra sudate e gran bevuteTra speranze d’un MaestraleChe si sfoga in ripetute.Dopo pranzo poi ti sdraiMa i vicini mangian tardiFan rumore, che asinaiBanchettando ad anacardiCome Dumbo, s’è capitoE tu desto mai assopito. Poi il silenzio infine arrivaI tuoi sensi vanno viaL’immaginazione è vivaMa è un sogno, che magia! Il tuo naso, che tromboneCon i ronfi fai la ToscaMa il buon Dio è un gran burloneA destarti v’è una mosca. Lanci un grido, trema il muroE ricordi da ragazzoQuando alcun faceva il duroTuo fratello come un razzoDa vicin gli mostrava il muro Neanche oggi io son soloIn silenzio, in eleganza In volteggio, come in voloHap e Leonard fan… Read More

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Hummel, Jeg har karakter

Così per caso ho trovato questo pallone. Non so se sia mai stato usato in competizioni ufficiali. Certo, la versione in mio possesso è recente, del periodo in cui il pallone unificato aveva o stava per prendere il sopravvento. Però ho deciso di comprarlo ugualmente, per seguire un sentimento, dopo mesi in cui inseguivo altro. Eh sì, perché nell’ultimo anno mi ero fissato nella ricerca dei palloni usati in competizioni ufficiali. ergo cercavo il pallone della Champions League, quelli della Serie A, quelli degli Europei, eccetera. Mi ritrovavo a trattare prezzi per palloni così brutti, ma così brutti da far vomitare Mister Nike in persona, o Mister Adidas. Sia chiaro,… Read More

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Quel gran genio del mio amico

“Quel gran genio del mio amico. Lui saprebbe come aggiustare, con un cacciavite in mano fa miracoli!”. Io ne ho uno più o meno come quello di Battisti. Aggiusta tutto e se ne va. Lo inviti a cena. Lui trova qualcosa da aggiustare, la aggiusta e se ne va. Ha però bisogno di una persona a fianco. Quando è inchinato, se vicino non c’é un cazzone che non ne capisce nulla, non riesce a concludere niente. E questo cazzone ovviamente sei tu, che devi rigorosamente stare in piedi, se no non funziona. Non gli serve nemmeno per farsi passare un attrezzo o un rivetto, ha tutto in tasca, ma il… Read More

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Raffronti di un ottico solitario

[…] Delle cure onde meco egli si strugge; e mentre io guardo la tua pace, dorme quello spirto guerrier ch’entro mi rugge. (Alla sera, U. Foscolo) Forse perché un capolavoro è tale anche per il suo essere riconducibile ad ogni piccola cosa che ci circonda. Possiamo ritrovarne un pezzetto mentre camminiamo per strada, mentre lavoriamo. Io per esempio, oggi in macchina attraversavo la Sardegna, ascoltando la musica del mio lettore. Scorrendo canzone per canzone, mi sono fermato al raggruppamento “sigle cartoni animati”. La settima o l’ottava era questa: https://www.youtube.com/watch?v=R6OC0ClptW4 Dicevo, forse perché sono io, quando guido, facilmente suggestionabile, o forse perché questi versi sono una parte recondita della mente nostra, scoperta, esplicata… Read More

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Duemilasettecento lire

Duemilasettecento lire.   Mi devi duemila e sette. Mi devi duemila e sette. Mi devi duemila e sette. Continuava a ripetermi mio fratello Maurizio. Non la finiva mai. Ogni volta che lo incrociavo, doveva dirmelo. Casa mia aveva un seminterrato dove avevamo la tv più grande e il Nintendo. Era un poco il nostro rifugio. Mia madre non scendeva mai, e se lo faceva, erano cavoli amari, significava che l’avevamo combinata grossa e stava venendo a pettinarci per bene. A suon di aggettivi nella sua lingua madre sassarese e qualche ciabatta. Facchini di porto! Landrastus! Bastasciusu! Il fratello maggiore, che non amava i videogiochi -tranne una parentesi di dipendenza compulsiva… Read More

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