𝓜𝓪𝓻𝓲𝓸 𝓲𝓵 𝓑𝓻𝓲𝓰𝓪𝓷𝓽𝓮 – 𝗖𝗮𝗽𝗶𝘁𝗼𝗹𝗼 𝗜𝗜

“Al Tre scavalco la finestra e corro più veloce della luce”, disse tra sé e sé. “Uno, Due, Tre”, ma non si mosse. “Uno, due, Tre”, niente. Sospirò, un rivolo di sudore colò dalle basette e solcò la guancia, innescando un leggero brivido che gli percorse la schiena come una scossa elettrica. “Uno, due, ETTREE’!”, gridò. Scattò e si mise a cavalcioni sulla finestra, ma non uscì, la curiosità fu più forte della paura, i rumori dietro il muro si fecero più veloci. Una sagoma fece capolino. Era un cane. Lo guardò con aria interrogativa, annusò il pavimento e sbuffò per espellere la polvere. Le orecchie flosce che toccavano terra.… Read More

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𝓜𝓪𝓻𝓲𝓸 𝓲𝓵 𝓑𝓻𝓲𝓰𝓪𝓷𝓽𝓮 – 𝗖𝗮𝗽𝗶𝘁𝗼𝗹𝗼 𝗜

Zitto tu, che ne vuoi sapere? Ma zia, ho solo detto che le capitali sono le città più importanti di uno stato, quelle che dici tu sono i capoluoghi di provincia. Precisetti, e chi te l’avrebbe insegnato, tuo padre? – replicò la zia, sghignazzando. Mario era un ragazzo di quattordici anni, e quello era il suo ennesimo tentativo di intavolare una discussione con Nanna e Angelo, due nullafacenti di quarant’anni che avevano occupato casa sua. Per giunta, erano i suoi zii. Il suo fisico era piuttosto possente, per la sua età. Il centro del petto era solcato dai pettorali che cominciavano a formarsi, le braccia lunghe e dalla folta peluria… Read More

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Cagliari

Mario il Brigante

Ecco la rassegna delle presentazioni dei personaggi del racconto, in attesa della prima puntata.Buona lettura. <spanxmlns:dct=”http: purl.org=”” dc=”” terms=”” “=”” property=”dct:title”>Racconti di un ottico solitario diRiccardo Balloi è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.Based on a work athttp://www.otticosolitario.it/.</spanxmlns:dct=”http:> Racconti di un ottico solitario diRiccardo Balloi è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.Based on a work athttp://www.otticosolitario.it/.

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Il rifugio – capitolo finale.

Un pomeriggio di Maggio, lo ricordo bene, era una serata bellissima. Il sole era a mezza altezza, e con le maniche delle felpe tirate su, sporchi da capo a piedi dopo ore a correre per le vie, trovammo un nuovo tesoro. Non pesava come l’oro e non ne valeva le pecunie, ma per noi era altrettanto prezioso. Erano purtroppo le sette e mezza, e il coprifuoco era per le otto. Ci trovavamo a due isolati dal nostro, in una strada dove non passavamo mai. Il marciapiede era largo cinquanta centimetri, poi iniziava una distesa di fiori gialli dal gambo alto e dall’odore sgradevole, ma a noi non dispiaceva. Francesco Grande,… Read More

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Il rifugio – Parte I-

Abitavo in una località alla periferia di Spoleto, Baiano per l’appunto. Non ricordo con precisione i nomi delle montagne che tagliavano a metà il cielo quando guardavo in lontananza, ne elenco alcune alla rinfusa, un po’ perché il suono mi piace assai, un po’ perché scriverli e pronunciarli m’aiuta nel ricordo, addolcisce la nostalgia: Monte Subasio, Monte Vettore, Pettino. La strada di casa mia era poco trafficata, dei marciapiedi vecchi e rovinati finivano sui muri di cinta dei giardini. Guardando dall’alto, la lottizzazione si presentava come una enorme serie di zeri, che al centro avevano uno spiazzo incolto. Quello del mio isolato era il più inaccessibile: arbusti intricati, fanghiglia e… Read More

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