𝓜𝓪𝓻𝓲𝓸 𝓲𝓵 𝓑𝓻𝓲𝓰𝓪𝓷𝓽𝓮 – 𝐂𝐚𝐩𝐢𝐭𝐨𝐥𝐨 𝐗𝐈𝐈

Passarono alcuni giorni. Mario non ricevette il permesso di uscire. Il tempo trascorse tra messe, funerali, rosari di gruppo e commemorazioni delle vittime dei bombardamenti. La chiesa di giorno in giorno era sempre meno frequentata, la città si stava spopolando, i paesi della provincia iniziavano ad accogliere gli sfollati e la fame imperversava. Mario, per quanto gli era possibile, si teneva lontano dalla cappella durante le funzioni religiose, preferiva intrufolarcisi quando era da solo, nel silenzio e con l’odore di incenso tutti per lui. Tra una partita a carte con Suor Giulia e l’altra, non la smetteva di gironzolare per il complesso. Gli vennero affidate persino le chiavi dell’archivio. Una… Read More

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𝓜𝓪𝓻𝓲𝓸 𝓲𝓵 𝓑𝓻𝓲𝓰𝓪𝓷𝓽𝓮 – 𝐂𝐚𝐩𝐢𝐭𝐨𝐥𝐨 𝐗𝐈

Sono stato arrestato? – chiese Mario mettendosi a sedere. No, mio caro Mario. Questo è il rifugio anticrollo della chiesa di Sant’Antonio Abate. Siamo in via Manno? Seguimi. Cosa mi succederà, ora? ________________ La suora non rispose. Uscirono dalla cella, presero una scala a chioccola, seguendo una luce naturale che arrivava dal piano di sopra. Spense la candela subito prima di uscire su un piccolo cortile interno. Altre due suore, evidentemente più grandi della prima, li attendevano sorridenti. Una aveva dei piccoli baffetti bianchi e la pelle grinzosa, teneva la bocca aperta e scopriva una dentatura piuttosto sana. L’altra avrà avuto trentacinque anni, o giù di lì. Ecco il nostro… Read More

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𝓜𝓪𝓻𝓲𝓸 𝓲𝓵 𝓑𝓻𝓲𝓰𝓪𝓷𝓽𝓮 – 𝐂𝐚𝐩𝐢𝐭𝐨𝐥𝐨 𝐗

Mario fu svegliato dalle vibrazioni di un motore. Aprì gli occhi e si ritrovò all’interno di un camion militare. Si è svegliato! Intorno a lui dieci soldati italiani, con le armi tra le mani. Uno di loro, un tipo col viso paffuto, dei capelli ricci e un chiaro accento umbro, gli si inginocchiò davanti: Pottu, te senti vene? Chi sei? Cos’hai detto? – rispose Mario, stropicciandosi gli occhi. T’emo trovato addormito in mezzu a l’orzetta. Senti, io non ti capisco. Dov’è Mario? Chi è Mario? Il mio cane. Eri da solo. Come ti chiami? Mario. No, intendevo, tu, come ti chiami? Mario. Il militare girò lentamente la testa, si tolse… Read More

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𝓜𝓪𝓻𝓲𝓸 𝓲𝓵 𝓑𝓻𝓲𝓰𝓪𝓷𝓽𝓮 – 𝐂𝐚𝐩𝐢𝐭𝐨𝐥𝐨 𝐈𝐗

Il giorno dopo, all’ora del lavoro, tornò alla base tedesca, lo stesso soldato gli ripeté quella frase nel suo italiano stentato, e Mario, ancora una volta, fece il giro per andare al palo ad arrampicarsi. Stesso risultato. Fu così per altri dieci giorni. Forse a causa del razionamento del cibo, forse per le notti insonni, la solitudine e la tristezza, Mario cominciava a perdere peso. Le lunghe braccia iniziarono ad asciugarsi, delineando la forma delle ossa ed evidenziando i capillari sotto pelle. La mattina del sedici Febbraio 1943, si ritrovava in fila alla distribuzione degli alimenti. In mano il documento, gli occhi persi nel vuoto. Attendeva il suo turno, avanzando… Read More

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𝓜𝓪𝓻𝓲𝓸 𝓲𝓵 𝓑𝓻𝓲𝓰𝓪𝓷𝓽𝓮 – 𝐂𝐚𝐩𝐢𝐭𝐨𝐥𝐨 𝐕𝐈𝐈𝐈

Dei carri militari si muovevano all’impazzata. Motociclette procedevano rapide e lasciavano nell’aria l’odore del tubo di scappamento e il rombo che svaniva mentre il mezzo si allontanava. Rumori di anfibi che strisciavano nelle pavimentazioni polverose. I civili incuriositi dal baccano si affacciavano alle finestre, le divise verdi si muovevano come mosche impazzite, intrappolate in una città che tutto poteva essere, tranne che organizzata per difendersi dai velivoli da guerra. In lontananza si udì il rumore roboante di motori a elica, e prima che si potesse capire da dove provenisse, gli aerei anglo-americani erano già passati, mentre i soldati parevano contrarsi per prepararsi al combattimento, ma non successe nulla. Mario se… Read More

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𝓜𝓪𝓻𝓲𝓸 𝓲𝓵 𝓑𝓻𝓲𝓰𝓪𝓷𝓽𝓮 – 𝐂𝐚𝐩𝐢𝐭𝐨𝐥𝐨 𝐕𝐈𝐈

Dal marasma generale emerse la voce di un uomo che gridò alcune frasi in un perentorio tedesco, poi parlò nel suo pesante e scolastico italiano: Ragazzo, discendi dal muro. Ti aiuteranno loro – indicò alcuni uomini che si erano portati sotto le mura dall’interno, e lo guardavano con un’espressione stupita. Mario si accasciò, si distese sulle braccia, quando sentì le mani dei soldati che gli reggevano le gambe, lasciò la presa. Toccò terra, ma non vide niente e nessuno, i suoi occhi erano solo per Il Brigante. Si mise a correre, attraversò il giardino e in un attimo fu in ginocchio, i capelli bagnati dalla bava di Mario che non… Read More

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𝓜𝓪𝓻𝓲𝓸 𝓲𝓵 𝓑𝓻𝓲𝓰𝓪𝓷𝓽𝓮 – 𝐂𝐚𝐩𝐢𝐭𝐨𝐥𝐨 𝐕

Spinse la porta, il muso del cane lo precedette, entrando in casa. È tardi. Abbiamo già mangiato. Lì c’è la tua cena. – lo accolse sua zia. Mario si sedette al tavolo, sollevò il coperchio dal piatto. Un pezzo di pane e dei peperoni bolliti, ormai freddi. Ma come? Sapete che detesto i peperoni. Stamattina vi ho portato delle carote, patate, verd…. – Non arrivavi, imparerai che non siamo ai tuoi comodi, come tuo padre – tagliò corto zio Angelo. Mario divise in due quello che aveva davanti. Il Brigante lo attendeva con i suoi occhi adoranti e le orecchie distese sulla sua coscia, impiegò un secondo a inghiottire ogni… Read More

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𝓜𝓪𝓻𝓲𝓸 𝓲𝓵 𝓑𝓻𝓲𝓰𝓪𝓷𝓽𝓮 – 𝐂𝐚𝐩𝐢𝐭𝐨𝐥𝐨 𝐈𝐕

Era il mese di dicembre. La città era coperta da un muro di nubi, e già alle quattro del pomeriggio iniziava ad imporsi l’imbrunire. In quei giorni, le notti erano buie per davvero. Le restrizioni della guerra, la paura, lo scoramento per la vista dei soldati e delle armi, avevano reso la popolazione più cauta e silenziosa, anche se le persone continuavano a vivere.  Il razionamento dei viveri diventava ogni giorno più rigoroso, e nelle liste delle autorità comunali, compariva soltanto il piccolo Mario, visto che da quando si erano trasferiti, Nanna e Angelo non si erano mai preoccupati di andare a registrarsi al municipio. Il poco cibo che riceveva,… Read More

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𝓜𝓪𝓻𝓲𝓸 𝓲𝓵 𝓑𝓻𝓲𝓰𝓪𝓷𝓽𝓮 – 𝗖𝗮𝗽𝗶𝘁𝗼𝗹𝗼 𝗜𝗜𝗜

Uscì, cercando di tenere il suo nuovo amico per la collottola, ma capì subito che era inutile: il piccolo Sanbernardo lo seguiva come un’ombra. Arrivato davanti a casa, vide zio Angelo che lo aspettava con le braccia conserte. Quando si accorse del quadrupede, fece una piccola smorfia: Beh? Era meglio un maiale, ma in tempo di guerra ci accontentiamo. Lui è mio amico, e non si tocca. Ecco i viveri per oggi. Gli porse l’involucro. Dalla pagnotta mancavano dei tozzi, dati in pasto al cane lungo il tragitto. Zio Angelo guardò il contenuto, prese una mela per sé e ne lanciò una a suo nipote, poi entrò dentro, dicendo: Questa… Read More

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