𝓜𝓪𝓻𝓲𝓸 𝓲𝓵 𝓑𝓻𝓲𝓰𝓪𝓷𝓽𝓮 – 𝐂𝐚𝐩𝐢𝐭𝐨𝐥𝐨 𝙓𝙑

Mario si svegliò con un mal di testa pulsante e fortissimo. Sentì una punta sopra la fronte, come se avesse una fasciatura stretta, sotto alla quale si era incastrato un sasso. Si toccò e sentì dolore. Provò ad alzarsi, e dovette aiutarsi con le mani: le gambe erano intorpidite, la coscia destra impanata di polvere e intonaco. Restò in piedi per alcuni secondi, cercando di guadagnare equilibrio. Si spostò verso l’esterno, barcollando. Arrivato fuori, una folata di vento lo aiutò ad accorgersi di essere nudo. Il petto completamente segnato da lunghe striature rosse, vi passò una mano sopra e delle fitte lancinanti lo fecero scattare. Tornò dentro. Restò sconvolto a… Read More

Continue Reading

𝓜𝓪𝓻𝓲𝓸 𝓲𝓵 𝓑𝓻𝓲𝓰𝓪𝓷𝓽𝓮 – 𝐂𝐚𝐩𝐢𝐭𝐨𝐥𝐨 𝙓𝙄𝙑

Quando si rese conto di essere ancora vivo si ritrovò per terra, le ginocchia attaccate alla testa e la schiena inarcata, non riusciva a vedere nulla. Un ronzio nelle orecchie, odore di terra e polvere da sparo, il respiro corto. Prima di alzarsi si toccò le gambe, erano al loro posto, ma completamente nude, come il resto del corpo. Continuava a non vedere, avvertì un solletico alla fronte, si sfregò e sentì un liquido viscoso e caldo bagnargli la mano. Tirò via il suo sangue dagli occhi e vide la luce. Il cancello della villa era completamente rigonfio, bombato verso l’interno. Il muro su cui poggiava aveva dei danni nella… Read More

Continue Reading

𝓜𝓪𝓻𝓲𝓸 𝓲𝓵 𝓑𝓻𝓲𝓰𝓪𝓷𝓽𝓮 – 𝐂𝐚𝐩𝐢𝐭𝐨𝐥𝐨 𝐗𝐈𝐈𝐈

Mario entrò in cella. Come sempre socchiuse la grata, si coricò e si girò su di un lato, con una mano abbracciò il cuscino, con l’altra si aggrappò alla testata e cominciò a carezzarla. Da giorni, toccare quel metallo irregolare e gelato era il suo coadiuvante per liberare la mente e addormentarsi. Pensò intensamente ai suoi pomeriggi col suo amato cane. Le loro passeggiate per i vicoli, le scalate sulle ripide viuzze del Castello, le sieste sotto il sole del pomeriggio, a godersi la brezza e il panorama sul Golfo degli Angeli. Gli parlava come si parla al più intimo degli amici, indicava lontano e gli esponeva il progetto di… Read More

Continue Reading

𝓜𝓪𝓻𝓲𝓸 𝓲𝓵 𝓑𝓻𝓲𝓰𝓪𝓷𝓽𝓮 – 𝐂𝐚𝐩𝐢𝐭𝐨𝐥𝐨 𝐗𝐈𝐈

Passarono alcuni giorni. Mario non ricevette il permesso di uscire. Il tempo trascorse tra messe, funerali, rosari di gruppo e commemorazioni delle vittime dei bombardamenti. La chiesa di giorno in giorno era sempre meno frequentata, la città si stava spopolando, i paesi della provincia iniziavano ad accogliere gli sfollati e la fame imperversava. Mario, per quanto gli era possibile, si teneva lontano dalla cappella durante le funzioni religiose, preferiva intrufolarcisi quando era da solo, nel silenzio e con l’odore di incenso tutti per lui. Tra una partita a carte con Suor Giulia e l’altra, non la smetteva di gironzolare per il complesso. Gli vennero affidate persino le chiavi dell’archivio. Una… Read More

Continue Reading

𝓜𝓪𝓻𝓲𝓸 𝓲𝓵 𝓑𝓻𝓲𝓰𝓪𝓷𝓽𝓮 – 𝐂𝐚𝐩𝐢𝐭𝐨𝐥𝐨 𝐗𝐈

Sono stato arrestato? – chiese Mario mettendosi a sedere. No, mio caro Mario. Questo è il rifugio anticrollo della chiesa di Sant’Antonio Abate. Siamo in via Manno? Seguimi. Cosa mi succederà, ora? ________________ La suora non rispose. Uscirono dalla cella, presero una scala a chioccola, seguendo una luce naturale che arrivava dal piano di sopra. Spense la candela subito prima di uscire su un piccolo cortile interno. Altre due suore, evidentemente più grandi della prima, li attendevano sorridenti. Una aveva dei piccoli baffetti bianchi e la pelle grinzosa, teneva la bocca aperta e scopriva una dentatura piuttosto sana. L’altra avrà avuto trentacinque anni, o giù di lì. Ecco il nostro… Read More

Continue Reading

𝓜𝓪𝓻𝓲𝓸 𝓲𝓵 𝓑𝓻𝓲𝓰𝓪𝓷𝓽𝓮 – 𝐂𝐚𝐩𝐢𝐭𝐨𝐥𝐨 𝐗

Mario fu svegliato dalle vibrazioni di un motore. Aprì gli occhi e si ritrovò all’interno di un camion militare. Si è svegliato! Intorno a lui dieci soldati italiani, con le armi tra le mani. Uno di loro, un tipo col viso paffuto, dei capelli ricci e un chiaro accento umbro, gli si inginocchiò davanti: Pottu, te senti vene? Chi sei? Cos’hai detto? – rispose Mario, stropicciandosi gli occhi. T’emo trovato addormito in mezzu a l’orzetta. Senti, io non ti capisco. Dov’è Mario? Chi è Mario? Il mio cane. Eri da solo. Come ti chiami? Mario. No, intendevo, tu, come ti chiami? Mario. Il militare girò lentamente la testa, si tolse… Read More

Continue Reading

𝓜𝓪𝓻𝓲𝓸 𝓲𝓵 𝓑𝓻𝓲𝓰𝓪𝓷𝓽𝓮 – 𝐂𝐚𝐩𝐢𝐭𝐨𝐥𝐨 𝐈𝐗

Il giorno dopo, all’ora del lavoro, tornò alla base tedesca, lo stesso soldato gli ripeté quella frase nel suo italiano stentato, e Mario, ancora una volta, fece il giro per andare al palo ad arrampicarsi. Stesso risultato. Fu così per altri dieci giorni. Forse a causa del razionamento del cibo, forse per le notti insonni, la solitudine e la tristezza, Mario cominciava a perdere peso. Le lunghe braccia iniziarono ad asciugarsi, delineando la forma delle ossa ed evidenziando i capillari sotto pelle. La mattina del sedici Febbraio 1943, si ritrovava in fila alla distribuzione degli alimenti. In mano il documento, gli occhi persi nel vuoto. Attendeva il suo turno, avanzando… Read More

Continue Reading

𝓜𝓪𝓻𝓲𝓸 𝓲𝓵 𝓑𝓻𝓲𝓰𝓪𝓷𝓽𝓮 – 𝐂𝐚𝐩𝐢𝐭𝐨𝐥𝐨 𝐕𝐈𝐈𝐈

Dei carri militari si muovevano all’impazzata. Motociclette procedevano rapide e lasciavano nell’aria l’odore del tubo di scappamento e il rombo che svaniva mentre il mezzo si allontanava. Rumori di anfibi che strisciavano nelle pavimentazioni polverose. I civili incuriositi dal baccano si affacciavano alle finestre, le divise verdi si muovevano come mosche impazzite, intrappolate in una città che tutto poteva essere, tranne che organizzata per difendersi dai velivoli da guerra. In lontananza si udì il rumore roboante di motori a elica, e prima che si potesse capire da dove provenisse, gli aerei anglo-americani erano già passati, mentre i soldati parevano contrarsi per prepararsi al combattimento, ma non successe nulla. Mario se… Read More

Continue Reading

𝓜𝓪𝓻𝓲𝓸 𝓲𝓵 𝓑𝓻𝓲𝓰𝓪𝓷𝓽𝓮 – 𝐂𝐚𝐩𝐢𝐭𝐨𝐥𝐨 𝐕𝐈𝐈

Dal marasma generale emerse la voce di un uomo che gridò alcune frasi in un perentorio tedesco, poi parlò nel suo pesante e scolastico italiano: Ragazzo, discendi dal muro. Ti aiuteranno loro – indicò alcuni uomini che si erano portati sotto le mura dall’interno, e lo guardavano con un’espressione stupita. Mario si accasciò, si distese sulle braccia, quando sentì le mani dei soldati che gli reggevano le gambe, lasciò la presa. Toccò terra, ma non vide niente e nessuno, i suoi occhi erano solo per Il Brigante. Si mise a correre, attraversò il giardino e in un attimo fu in ginocchio, i capelli bagnati dalla bava di Mario che non… Read More

Continue Reading