Trent’anni. Tanti ne sono trascorsi dal primo calcio d’inizio del torneo di Is Mirrionis.

L’erba gramigna di quel piccolo campetto di quartiere, il suo centrocampo in lieve pendenza, sono stati calcati da centinaia di calciatori, alcuni non ci sono più, altri hanno lasciato il posto ai loro figli e si sono accomodati tra gli spettatori.

Ci sono state partite sotto il diluvio o il sole cocente di stagioni estive protratte fino all’autunno, altre con il Maestrale che portava via i capelli dalla testa. In tre decadi, tutto o quasi cambia. L’abbigliamento di giocatori e tifosi, le automobili che strombazzano nella strada adiacente, il colore dei palazzi.

Giù a Is Mirrionis sono due le cose rimaste immobili, come gigantografie incollate sui muri: l’arbitro, che tutti chiamano Cinciripini, e Signor Cinus. Del direttore di gara parleremo la prossima volta.

È di Signor Cinus, che oggi voglio accennarvi.

Signor Cinus è un uomo che ha da tempo superato l’età pensionabile, col raffreddore, il mal di testa o la bronchite, non si è mai perso nemmeno una partita del torneo. È un ometto dal volto bonario, con un malinconico sorriso sempre stampato sulle labbra. Gli occhi, oramai discendenti come una maschera di gomma che si sta sciogliendo, perennemente lucidi, come pieni di una lacrima di dolore che, per restare nascosta agli altri, continua a uscire in microscopiche dosi. È un dolore enorme, quello che nasconde dietro le sue battute per un fallo da rigore o un cazzotto a palla lontana, è un dolore che cerca di placare standosene seduto lì, sui gradoni di quella tribunetta tutta tremolante.

Scoprirete tutto di lui tra le pagine di Tutt’Altro che Calcio, che a breve cominceremo a pubblicare a puntate. Per ora, ecco la poesiola che ho scritto in suo onore.

Porto scarpe e pantalone
Che si usavan nel trentuno
Ma se esprimo un’opinione
Non l’obietta mai nessuno

Se sei scarso c’ho l’ardire
Di chiamarti puligone
Di gridarti “sei un cambone”
Ma vorrei farti capire

La mia vita un giorno ha avuto
Un ruzzolone in un imbuto
Ma il mio culo s’è salvato
Perché il calcio ho ritrovato

Della curva son sovrano
Come il buon Pupo Gorini*
Se parliam di calcio e affini
Signor Cinus è il Caimano

 *Pupo Gorini, noto giornalista sportivo di quotidiani e emittenti sportive sarde

 

 

Foto: estratto da “La Haine”, film di Mathiew Kassovitz. Quando ho inventato il personaggio di Signor Cinus, in mente avevo l’anziano signore della scena del bagno, e il suo racconto su Grumwalski 🙂

Licenza Creative Commons
<spanxmlns:dct=”http://purl.org/dc/terms/” property=”dct:title”>Racconti di un ottico solitario diRiccardo Balloi è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Based on a work athttp://www.otticosolitario.it/.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.