Un bel giorno uno scrittore
S’è inventato di Vigata
D’un prefetto, d’un questore
D’una Livia tanto amata
Di un Mimí, di un Catarella
Di un Bonetti, un Alderighi
Di una casa a Marinella
Di Montèlusa gli intrighi.
Di un ragazzo, di un tal Fazio
Di curiosità mai sazio
Di signore, di arancini
Di un po’ folli spadaccini.

Di un dottore, tal Pasquano
Che durante le partite
Odia e sgrida il Montalbano
Che interrompe le puntate
Coi suoi quesiti improvvisi
E gli scassa i gabbasisi.

Un molosso grande e nero
Di Enea Silvio andava matto
Era forte, dolce e fiero
Era il suo senso del tatto.
Il buon Salvo solitario
Era un abitudinario
Tutto questo fino a quando
Ha incontrato il cane Orlando.

Passeggiando tra la gente
Oggi mi è venuto in mente
Questo Luglio è quasi a posto
Temo la Vampa D’Agosto.

Amo l’immaginazione
Amo chi creare sa
Senza i sogni le persone
Solo automi resteran.

E poi penso alla giustizia
Alla sua interpretazione
Che l’umano sempre vizia
Per cercar l’assoluzione.

E tu, Maestro, sei un tenore
Della vita sei cantore
Ami sviscerar concetti
E i coacervi di difetti
Riesci a coglier, caro Andrea
Di ogni uomo l’epopea.

E da quando ti ho scoperto
Grazie anche ad un regista
Il mio cielo è un po’ più aperto
E ciò che voglio è sempre a vista

Chiudo a filosofeggiare:
Un buon libro è da mangiare
Il futur non sarà magro
Delle Merendin son Ladro.

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Racconti di un ottico solitario diRiccardo Balloi è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.
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